lunedì 12 giugno 2017

Pakistan, condannato a morte per i commenti su Facebook

Taimoow Raza, ha trent’anni ed è stato condannato a morte per i suoi commenti su Facebook. Accade in Pakistan dove l’uomo è stato dichiarato colpevole di blasfemia per aver insultato il profeta Maometto. Così, almeno, hanno riferito i suoi avvocati. Il funzionario antiterrorismo che lo ha arrestato al capolinea di un bus – dove l’uomo mostrava ai passeggeri materiale proibito attraverso il suo telefono, poi sequestratogli – avrebbe infatti denunciato Raza anche in virtù delle opinioni espresse sulla piattaforma di Menlo Park.

Primo caso del genere, spiega Al Jazeera, che tuttavia si lega alla nuova strategia di controllo del primo ministro Nawaz Sharif sulla blasfemia online nel Paese. Secondo Shafiq Qureshi, pubblico ministero di Bahawalpur, nel Punjab, oltre 600 chilometri a Sud della capitale Islamabad, il giovane avrebbe espresso osservazioni di disprezzo nei confronti del profeta e della sua famiglia. L’arresto risalirebbe all’aprile dello scorso anno: oltre ai contenuti online gli fu contestata anche l’esposizione di materiale proibito attraverso il suo telefono al capolinea di un bus.

L’avvocato Rana Fida Hussain ha dichiarato che il suo assistito presenterà appello all’Alta Corte per vedere riconosciuta la propria innocenza. Stando a un rapporto del gruppo locale Human Rights Commission le autorità del Pakistan, Paese fortemente conservatore e a maggioranza sunnita, hanno arrestato lo scorso anno 15 persone, 10 musulmani e cinque di altre fedi, per accuse legate appunto a presunti attacchi dissacratori ai capisaldi dell’Islam.

.

Nessun commento :

Posta un commento