giovedì 22 giugno 2017

Così l'olio extravergine protegge la memoria dall'Alzheimer

Ai già noti benefici della dieta mediterranea ne andrebbe aggiunto un altro: l'aiuto che essa fornisce contro l'avanzata dell'Alzheimer. Responsabile di questo beneficio sarebbe, in particolare, l'olio extravergine di oliva, il condimento tipico dell'Europa meridionale. Secondo una ricerca della Temple University (Usa) pubblicata sugli Annals of Clinical and Translational Neurology, l'olio extravergine consentirebbe di attivare un processo protettivo delle cellule noto come autofagia. L'efficacia del condimento alimentare è stata testata sui roditori.

Con la vecchiaia, le cellule nervose tendono ad accumulare tossine e scarti, come gli ammassi neurofibrillari e le placche senili. La comparsa di queste formazioni nell'encefalo sono fra i segni tangibili dell'arrivo dell'Alzheimer. Tramite l'autofagia cellulare, processo attraverso il quale le cellule si dividono ed eliminano detriti e tossine intracellulari, è possibile combattere la nota malattia che colpisce la memoria. 

"Abbiamo scoperto che l'olio d'oliva riduce l'infiammazione cerebrale, ma, soprattutto, che attiva l'autofagia", spiega il primo autore dello studio, il professor Domenico Praticò, sul sito della Temple University. "Le cellule neurali dei topi la cui dieta era stata arricchita con olio extravergine d'oliva avevano livelli più alti di autofagia e minore presenza di placche senili e di ammassi neurofibrillari", aggiunge lo scienziato.

Una volta dimostrato che l'olio d'oliva aiuta a prevenire l'Alzheimer, il prossimo territorio della ricerca, spiega Praticò, sarà quello di accertare se le stesse caratteristiche aiutano a bloccare o ad invertire la malattia quando è già in stadio avanzato.


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