lunedì 12 giugno 2017

Bambini, ecco perché è importante ridurre i succhi di frutta

Sovrappeso, obesità e carie. Sono solo alcuni problemi di salute nei bambini – ma anche negli adulti – che possono essere collegati ad un consumo eccessivo di succhi, anche quelli al 100% di frutta, che non contengono conservanti, zuccheri aggiunti e aromi. A sottolinearlo le nuove raccomandazioni dell'American Academy of Pediatrics (Aap), un'organizzazione di 66mila pediatri che si occupa della salute dei bambini. 

Il documento odierno raccomanda di non introdurre queste bibite fino ad un anno di età, se non indicato espressamente dal medico, dato che in questa fase non forniscono alcun beneficio. Ma, anche in seguito, bisogna incoraggiare bambini e ragazzi a mangiare la frutta fresca, il cui apporto nutrizionale non è lo stesso di quello dei succhi e delle bevande a base di frutta. In ogni caso, se assunte nelle quantità adeguate, queste bibite possono costituire parte di una dieta bilanciata.

L'allattamento al seno deve costituire l'unica fonte di alimentazione nei bebè fino circa a sei mesi, come sottolinea l'Aap e, laddove non possibile, l'allattamento materno deve essere sostituito con opportune formule per neonati. Anche dai 6 mesi ad un anno di età il consumo di succhi è sconsigliato, salvo diversa indicazione del medico. In seguito si dovrebbe comunque prediligere la frutta fresca. 

Nei bambini da uno a tre anni, l'assunzione dovrebbe essere limitata a una quantità di circa 110 ml (millilitri) al giorno – meno di un bicchiere di plastica classico da 200 ml –, dai 4 ai 6 anni al massimo fra i 110 e i 170 ml circa, mentre nei ragazzi dai 7 ai 18 anni non più di circa 225 ml, pari a poco più di un bicchiere. Insomma, come sempre nell'alimentazione, anche per i succhi di frutta, l'importante è non eccedere nelle quantità ed escluderli nei bambini molto piccoli.

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