giovedì 6 aprile 2017

Una goccia di sangue fossile, intrappolata nell'ambra

Una goccia di sangue fossile è rimasta intrappolata nell'ambra per 20 o forse 30 milioni di anni. Si è conservata perfettamente per tutto questo tempo e apparteneva a un mammifero, probabilmente una scimmia. E' descritta sul Journal of Medical Entomology, insieme all'unico fossile finora noto di una zecca, la Babesia microti, che ancora oggi infetta le cellule del sangue di molti animali e dell'uomo.

Due piccoli fori nel corpo della zecca hanno suggerito che molto probabilmente il parassita, che aveva succhiato sangue a sazietà dal corpo di una scimmia, sia stato ferito dalla punta delle dita di un'altra scimmia che spulciava la sua compagna. Gettata via, la zecca è finita nella linfa di un ramo, poi fossilizzata in ambra.

A ricostruire questa storia, a decine di milioni di anni di distanza, sono stati i ricercatori dell'università dell'Oregon coordinati da George Poinar, esperto internazionale di forme di vita animali e vegetali imrpigionate nell'ambra. Le gocce di sangue fossili "sono assolutamente sorprendenti per i loro dettagli - ha osservato Poinar - e la loro scoperta ha permesso anche di conoscere gli unici fossili di Babesia finora noti". 

Sulla base delle conoscenze attuali sulle zecche simili a quelle trovate nell'ambra, i sintomi provocati dalle punture di quei parassiti ricordavano quelli della malaria. "Le forme di vita che troviamo nell'ambra possono rivelare davvero molto sulla storia e l'evoluzione di malattie che ci troviamo ad affrontare ancora oggi", ha detto ancora il ricercatore.

.

Nessun commento :

Posta un commento