sabato 21 gennaio 2017

Trump giura da presidente e non abbandona i toni populisti

Donald Trump ha giurato come 45esimo presidente degli Stati Uniti nelle mani del giudice capo della Corte Suprema, John Roberts, con la formula prevista all'articolo II, sezione 1 della Costituzione. "Io, Donald Trump, giuro solennemente di adempiere con fedeltà all'ufficio di presidente degli Stati Uniti, e di preservare, proteggere e difendere la Costituzione degli Stati Uniti al meglio delle mie capacità. Che Dio mi aiuti". Ha poi pronunciato il suo discorso.

"Noi cittadini americani siamo uniti un un grande sforzo nazionale per ricostruire il nostro Paese. Insieme determineremo il corso dell'America e del mondo per molti anni. Affronteremo sfide, ci confronteremo, ma porteremo a casa il risultato". Dopo aver ringraziato Obama, ha detto con toni apertamente populisti, che non si tratta soltanto di un trasferimento del potere da un partito a un altro ma dall'elite politica al popolo. E' poi tornato sui toni usati in campagna elettorale del declino delle infrastrutture in America a beneficio di Paesi esteri. Ma, ha assicurato, "questo è il passato". Di seguito ha detto ogni decisione su commercio, tasse e immigrazione sarà presa con l'idea dell "America first", "prima l'America". 

Poi ha parlato di costruire nuove strade, autostrade, ponti e ferrovie. Inoltre ha affermato che cambierà il welfare così la gente "tornerà a lavorare". Saremo protetti da dio", ha anche affermato. Per proseguire che "l'America deve pensare in grande", il momento delle chiacchiere è finito ed è arrivato il momento dell'azione", "nessuna sfida è troppo alta per gli americani". Ha poi ripetuto agli americani: "voi non sarete più ignorati". E il cavallo di battaglia: "Renderemo l'America di nuovo forte".

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