lunedì 23 gennaio 2017

Rigopiano e la tecnologia che salva la vita

Salvi per miracolo. Un miracolo che fa i conti anche con le più avanzate tecnologie per la gestione delle emergenze. Nella corsa contro il tempo per salvare le persone ancora intrappolate nell'hotel di Rigopiano travolto da una valanga il 18 gennaio e mentre ancora si scava tra la neve e i detriti.

Già dai primi giorni i soccorritori hanno utilizzato le strumentazioni messe a disposizione dalla Polizia Scientifica, mobilitata dal questore di Pescara. Il 20 sera, intorno alle 22, il 'gatto delle nevi' è riuscito a portare sul posto le strumentazioni elettroniche che vengono abitualmente utilizzate per la geolocalizzazione dei cellulari e che sono state posizionate nella mansarda dell'albergo per catturare i segnali provenienti da una lista di undici cellulari forniti dalla Squadra mobile di Pescara e appartenenti ai dispersi.

Nell'area è stata effettuata un'importante installazione di strumenti di monitoraggio che aiuteranno se e come si dovessero muovere eventuali e ulteriori valanghe. Un 'radar doppler' sarà utilizzato per monitorare i movimenti sulla montagna intorno all'hotel per proteggere i soccorritori che continuano a lavorare senza sosta. Se una massa di neve o roccia dovesse muoversi, i soccorritori sentirebbero una sirena e vedrebbero accendersi un segnale luminoso. Il radar arriva dall'Università di Firenze, centro d'eccellenza nel settore ed è in fase di taratura.

Le tecnologie del Joint Innovation Center Huawei e del CRS4 a supporto delle operazioni di soccorso per facilitare il recupero delle persone intrappolate dopo il crollo. Il Centro di innovazione ha messo a disposizione dei vigili del fuoco parte del personale e il sistema portatile Rapid e-LTE emergency solution. La tecnologia consente la trasmissione di voce e dati, incluse immagini, che facilitano la condivisione delle informazioni relative al disastro e il coordinamento delle operazioni da parte degli operatori in campo per facilitare l'individuazione dei sopravvissuti sotto le macerie. 

Da domenica mattina si lavora con nuovi mezzi meccanici arrivati dall'Alto Adige, tra cui una sonda che emana calore e riesce a sciogliere la neve e che, grazie a una piccola telecamera, consente di vedere se ci sono delle persone o comunque delle aree dove è possibile trovare qualcuno. Così da velocizzare le operazioni di soccorso in un contesto in cui ogni minuto è prezioso. 

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