mercoledì 4 gennaio 2017

Fincantieri conquista Saint-Nazaire, il cantiere delle portaerei

È l’ultimo cantiere navale francese in grado di costruire una portaerei di nuovissima generazione nel caso il governo ne valutasse l’esigenza. Ora Saint-Nazaire si appresta a diventare italiana. Mentre la francese Vivendi sta scalando Mediaset (ed è appena sotto la soglia di Opa in Telecom) Fincantieri mette il cappello su uno dei più importanti poli cantieristici al mondo, nella regione della Loira.

Ecco perché non è irrealistico ipotizzare che nell’operazione possa essere coinvolto anche il gruppo militare francese Dcns (con cui Fincantieri ha una stretta collaborazione avendo sviluppato i programmi militari Orizzonte e Fremm). Tanto meno sarebbe un fantascenario l’ipotesi di un ingresso nel capitale sociale, con una piccola partecipazione, anche di Msc o Royal Caribbean. Si vedrà.

Fincantieri ha un modello di business che s’incastra con le produzioni di Saint-Nazaire. Realizza navi da crociera, di dimensioni via via più grandi per effetto di una domanda che chiede navi in grado di contenere migliaia di passeggeri. E anche in ambito militare sta salendo di gamma, come testimonia il recente contratto stipulato con il ministero della Difesa del Qatar e lo storico accordo di acquisizione negli Usa della società Manitowoc (fine 2008). 

Il gruppo è riuscito a superare la fase più critica dopo una dolorosa ristrutturazione (con un taglio della forza lavoro del 20% decisa nel piano industriale del 2012). Mantenendo gli otto siti italiani: Monfalcone, Marghera, Ancona e Genova Sestri (nella produzione delle navi da crociera), Muggiano alla Spezia, i cantieri di Riva Trigoso nel genovese, Castellammare di Stabia (traghetti) e Palermo (riparazione e trasformazione di navi).

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