sabato 17 dicembre 2016

Arresto Marra, Raggi si scusa e va avanti

Non c'è pace per il Campidoglio e la giunta Raggi. Dopo la nottataccia per le dimissioni dell'assessora all'Ambiente Paola Muraro, ieri un altro brusco risveglio per la sindaca di Roma che ha appreso "con sorpresa" dell'arresto del suo ex vice capo di Gabinetto e ora capo del personale Raffaele Marra, prelevato ieri mattina dalle forze dell'ordine con l'accusa di corruzione. 

La figura di Marra, ex uomo chiave nella sindacatura di Gianni Alemanno, da oltre dieci anni stabilmente in Campidoglio, era stato al centro di polemiche anche interne al Movimento Cinque Stelle non appena la sindaca Raggi lo aveva indicato nel suo Gabinetto. A seguito dei malumori e delle verifiche sulle nomine operate da Anac e mai diffuse dalla sindaca, come invece chiesto anche dai suoi oppositori interni al M5S, Raggi lo aveva spostato a capo del personale. Non si erano quindi ancora spenti i riflettori sul caso Muraro, che stamattina sono scattate le manette per l'influente commis. 

Staccati i telefoni dell'ufficio stampa e di tutti gli assessori. I primi ad essere raggiunti sono il capogruppo M5S Paolo Ferrara e il presidente dell'Assemblea capitolina Marcello De Vito. La linea difensiva è netta, e Raggi la ribadisce in una brevissima conferenza stampa convocata all'improvviso in piccola Protomoteca: "Abbiamo appreso con sorpresa dell'arresto di Raffaele Marra per fatti che non riguardano questa amministrazione - sostiene la sindaca - Marra era già un dirigente della amministrazione di Roma da oltre dieci anni".
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