martedì 8 novembre 2016

Van Gogh si tagliò orecchio "dopo notizia nozze fratello"

Non fu la lite con l'amico convivente, Paul Gauguin, a spingere Vincent Van Gogh, a tagliarsi l'orecchio. E non fu neppure il pittore francese, come ipotizzato di recente da una studiosa tedesca, a mozzarglielo in un impeto di rabbia e in preda ai fumi dell'assenzio. Fu invece la notizia che il fratello amatissimo, Theo, era prossimo alle nozze a spingere Vincent nella più cupa disperazione. 

E' questa la nuova teoria sulle ragioni che scatenarono l'orribile, cruento atto di automutilazione, su cui gli storici non hanno ancora trovato una lettura univoca sul folle gesto dell'artista al centro di una mostra a Roma, Van Gogh Alive, The Experience.

Van Gogh, che aveva capito che il fratello, con moglie e figli, non avrebbe potuto più mantenerlo, disperato si tagliò l'orecchio, sostiene Bailey. E subito dopo, pur mutilato e perdendo sangue copiosamente, avvolse il pezzo di orecchio nella carta e con il cartoccio si recò al suo bordello preferito, per dare il pacchetto a una giovane che conosceva. Secondo un altro recente studio di Bernadette Murphy, la giovane non era una prostituta, ma la figlia di un contadino che vi lavorava come servetta. Murphy ha anche trovato un disegno realizzato da un medico subito dopo l'incidente dal quale sembra di capire che il pittore non si tagliò solo un pezzetto del lobo, ma l'intero orecchio. Di certo, aprendo il pacchetto, la sventurata non resse alla visione e cadde a terra svenuta. 

A quel punto Van Gogh se ne tornò a casa. Il pittore venne trovato il giorno dopo, vigilia di Natale, da Gauguin tornato a casa al mattino: c'era la polizia e lui era svenuto e in un letto di sangue. Theo, che sperava di trascorrere il suo primo Natale con la fidanzata, qualche ora dopo era invece al capezzale del fratello in ospedale. Van Gogh fu dimesso il 7 gennaio. Diciannove mesi piu' tardi si suicidò con un colpo di pistola.
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