mercoledì 23 novembre 2016

In Emilia Romagna niente nido senza vaccinazioni: è polemica

Per poter frequentare gli asili in Emilia-Romagna, tutti i bimbi dovranno essere vaccinati: a stabilirlo è, per la prima volta, una legge regionale approvata dall'Assemblea legislativa. La riforma dei servizi educativi per la prima infanzia ridisegna i servizi 0-3 anni, ma soprattutto introduce l'obbligo di somministrare ai bambini l'antipolio, l'antidifterica, l'antitetanica e l'antiepatite B. Ma è subito polemica, e il Codacons prevede ricorsi.

Il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, da parte sua plaude "all'iniziativa della Regione Emilia-Romagna", nel sottolineare che "tutelare la salute pubblica è il nostro grande obiettivo. Dobbiamo dare ascolto alla scienza: i vaccini rappresentano lo strumento più importante di prevenzione". A sollevare dubbi sulla costituzionalità della norma è però il Codacons, secondo cui se la legge "verrà messa in pratica porterà a una raffica di denunce contro gli asili nido", che rischierebbero l'accusa di abuso in atti d'ufficio e violenza privata.

In regione la percentuale di bambini vaccinati è diminuita negli ultimi anni: dal 2014 è scesa al di sotto del livello di sicurezza del 95% (limite indicato dall'Organizzazione mondiale della sanità) e nel 2015 la copertura per le quattro vaccinazioni obbligatorie ha raggiunto il 93,4%. Per questo, ha spiegato Bonaccini, la Giunta ha deciso che "la salute delle persone va garantita e protetta, non lasciata a improbabili convinzioni o, per usare le recenti parole sui vaccini del presidente Repubblica, Mattarella, a sconsiderate affermazioni prive di fondamento".
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