domenica 6 novembre 2016

Caso mensa: l'Asl sospende il centro di cottura di Galatone

La direzione generale dell'Asl
Ci sono molti fattori che hanno spinto l’Asl a muoversi. E in fretta. Per paradosso, non tanto la vicenda delle presunte tossinfezioni alimentari (centinaia i casi rappresentati a Nardò, alcuni altri a Corigliano d’Otranto), per quanto questa c’entri in modo incidentale. Quanto, una serie di altri accertamenti, in seguito ai quali sono stati sollevati diversi problemi.

Tant’è. Al momento, vi è una sospensione cautelare del centro cottura di via Migliaccio, a Galatone, facente capo alla ditta “La Fenice Srl”, che gestisce la refezione scolastica in vari comuni della provincia. Una presa di posizione di petto, frutto delle prime conclusioni alle quali è giunto il Dipartimento di prevenzione dell’Asl di Lecce.

Nel corso di analisi sul personale dipendente, sono stati riscontrati ventitré campioni positivi a salmonella e stafilococco aureo, il primo tramite coprocoltura, il secondo tramite tampone faringeo. I germi rilevati, spiegano dal Dipartimento, sono trasmissibili per via oro-fecale.

A far propendere per la sospensione dell’attività in via cautelativa, ci sarebbe anche quella che l’Asl definisce, tout court, “la reticenza della ditta nel produrre i referti nominativi delle analisi”. Un diniego che proverrebbe da ragioni di privacy. Per questo, è stato chiesto ai carabinieri del Nas, su disposizione dell’autorità giudiziaria, di acquisire i referti presso il laboratorio che ha eseguito le analisi.

A tutto questo, va aggiunto anche altro. Durante l’ultimo sopralluogo, il personale dello Spesal, che si occupa di sicurezza sul luogo di lavoro, avrebbe riscontrato anche l’inadeguatezza dei servizi igienici rispetto al picco di personale accertato. Da qui scaturirà un altro provvedimento, distinto, al termine degli accertamenti che corrono paralleli.   

Nei giorni seguiti al caso dei bambini colpiti da sintomi gastrointestinali (diarrea acquosa, dolori addominali, malessere generale), in cui si è supposto che causa potesse essere il pasto consumato nelle mense scolastiche a Nardò e Corigliano d’Otranto, i tecnici dell’Asl hanno continuato a verificare e controllare ogni possibile criticità. Tra queste, vengono citati “un eccessivo affollamento e il problema del pasto di prova, non rinvenuto durante il sopralluogo”. 

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