lunedì 3 ottobre 2016

L’Italia, terra dei piccoli comuni: la Camera approva la legge

«Siamo molto soddisfatti perché finalmente, dopo tanti anni, questa proposta di legge ha trovato uno sbocco definitivo. È un buon provvedimento che può essere migliorato»: il coordinatore nazionale piccoli Comuni Anci, Massimo Castelli, ha commentato così l’approvazione da parte della Camera della proposta di legge sullo sviluppo dei piccoli comuni, ovvero dei comuni con popolazione inferiore a cinquemila abitanti e dei territori montani e rurali.

Il testo, rimasto bloccato a Montecitorio per quasi tre anni, è passato all’esame del Senato per l’approvazione definitiva. I piccoli comuni, in Italia, sono 5.585 (ossia sono circa il 70% dei 7.998 comuni italiani) e amministrano il 52% del territorio ma ospitano solo 10 milioni di cittadini ( il 16,59% della popolazione italiana): non è soltanto un paradosso, è il segno di quanto, per loro, sia difficile gestire una serie di problemi. Castelli sottolinea, per questo: «La legge fissa dei principi importantissimi dal punto politico, ma nell’articolato si può modificare qualcosa, in particolare sul tema della fiscalità differenziata, che riteniamo lo strumento principe con cui favorire il controesodo verso le aree interne, proprio dove si trovano il maggior numero di piccoli comuni».

Da notare che nei piccoli comuni vengono prodotti il 93% delle Dop e degli Igp accanto al 79% dei vini più pregiati. Tra le misure di valorizzazione approvate dalla Camera, la possibilità di acquisire case cantoniere da rendere disponibili per la protezione civile, il volontariato, la promozione dei prodotti tipici locali e il turismo. Nei propositi dei deputati ci sono anche la realizzazione di itinerari turistico-culturali ed enogastronomici e di mobilità dolce; la possibilità di acquisire binari dismessi e non recuperabili all’esercizio ferroviario da utilizzare come piste ciclabili.

I comuni in cui non ci sono uffici postali potranno pagare bollette e conti correnti presso i negozi. Per le aree oggi in condizioni di maggior difficoltà è previsto uno stanziamento di 100 milioni dal 2017 al 2023. Positivo anche il commento di Coldiretti e di Legambiente. Inevitabile l’entusiasmo di Realacci. Adesso, però, bisognerà vedere se il Senato andrà avanti sulla strada segnata dalla Camera.
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