lunedì 10 ottobre 2016

La produzione industriale al top dal 2011 (ad agosto segna +4,1%)

Cresce la produzione industriale in Italia riportandosi sui livelli più alti dal 2011. Ad agosto l'indice destagionalizzato della produzione industriale è aumentato dell'1,7% rispetto a luglio. Corretto per gli effetti di calendario, l'indice è aumentato in termini tendenziali del 4,1% (i giorni lavorativi di calendario sono stati 22 contro i 21 di agosto 2015): si tratta del dato più alto dall'agosto del 2011. 

Lo ha comunicato l'Istat aggiungendo che nella media dei primi otto mesi dell'anno la produzione è aumentata dell'1% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Questa crescita, "derivante da variazioni realizzate in un mese tipicamente caratterizzato da livelli di produzione molto bassi", determina, nella media del trimestre giugno-agosto 2016, un incremento dello 0,4% rispetto al trimestre precedente. Guardando al dato grezzo, sempre ad agosto, la produzione industriale è cresciuta del 7,4%, valore più alto dal dicembre del 2010. 

L'indice destagionalizzato mensile presenta variazioni congiunturali positive nei raggruppamenti dei beni strumentali (+6,6%), dei beni intermedi (+3,1%) e dell'energia (+1,4%). Segnano invece una variazione negativa, i beni di consumo (-0,5%). In termini tendenziali gli indici corretti per gli effetti di calendario registrano un significativo aumento nel raggruppamento dei beni strumentali (+12,5%) e dei beni intermedi (+7,6%); diminuiscono invece i comparti dell'energia (-4,1%) e dei beni di consumo (-1,3%). 

Per quanto riguarda i settori di attività economica, ad agosto 2016 i comparti che registrano la maggiore crescita tendenziale sono quelli della fabbricazione di mezzi di trasporto (+19,2%), della metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+13,6%) e della fabbricazione di macchinari e attrezzature n.c.a.(+11,7%). Le diminuzioni maggiori si registrano nei settori dell'attività estrattiva (-17,7%), della produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (-5,3%) e delle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (- 5,0%).
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