venerdì 21 ottobre 2016

Dalai Lama cittadino di Milano, gelo da Pechino

Un pezzo di Tibet all'ombra del Duomo: Milano ha concesso la cittadinanza onoraria di Milano al Dalai Lama. Il conferimento da parte del presidente del Consiglio comunale, Lamberto Bertolè, è avvenuto con la consegna simbolica delle chiavi della città in un evento con gli studenti organizzato dalla Bicocca a gli Arcimboldi. "Adesso vorrei sapere quali sono i miei diritti e quali i miei doveri", ha scherzato il lader spirituale tibetano dicendosi "felice e onorato", "mi piacciono più i diritti" . "La motivazione", ha spiegato Bertolè, "esprime l'affinità con i valori che lei testimonia nel mondo come testimone di pace e dialogo tra i popoli. La storia della nostra città è una storia di pace e dialogo. Milano riconosce in lei questi stessi valori. E' un esempio prezioso per la nostra città" che usa la cultura e l'innovazione come strumento di pace.

"Il mio impegno per migliorare il mondo si basa sul 'buon cuore'", ha spiegato Tenzin Gyatso nella sua lectio dal titolo "Etica e consapevolezza in un mondo globale" davanti a oltre duemila studenti milanesi, "la cosa piu' importante per fare ciò è l'istruzione, dall'asilo fino all'università". Ma anche questa va rivista. "L'istruzione moderna - dice - è troppo diretta a un sistema materialistico e non tiene presente l'individuo", dovrebbe essere più spiritualista. "Questo concetto è legato a quello dell'etica secolare, che vuol dire rispetto per tutte le religioni e anche per coloro che non appartengono a nessuna religione. Un rispetto universale". 
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