domenica 28 agosto 2016

Scoperta la 'polmonite da cornamusa', primo morto in Gb

Muore a 61 anni dopo un lungo calvario. Per i medici che l'hanno seguito, la sua storia clinica fatta di disturbi polmonari sempre più gravi è stata un rompicapo. Risolto troppo tardi e archiviato come il primo caso letale di 'polmonite da cornamusa'. L'uomo, secondo le ipotesi avanzate dai dottori, aveva sviluppato una reazione negativa a muffe e funghi in agguato nell'ambiente umido dello strumento che suonava quotidianamente per hobby.

La storia del 61enne morto a ottobre 2014, dopo 7 anni di malesseri, è descritta sulla rivista 'Thorax' è rimbalzata sulla stampa britannica per il monito che i camici bianchi, visto l'accaduto, rivolgono ora ai musicisti che suonano strumenti a fiato. Un appello a mantenere e rinnovare regolarmente la massima igiene per prevenire la crescita di lieviti e altri patogeni pericolosi.

Proprio l'inalazione cronica di queste muffe è stata fatale nel caso descritto dai medici. L'uomo per 7 anni aveva combattuto con una tosse secca e una perdita progressiva di fiato. Nel 2009 aveva ricevuto una diagnosi di polmonite da ipersensibilità (Hp), una malattia polmonare infiammatoria mediata da una risposta immunologica a un antigene per via inalatoria, che può progredire fino a diventare disabilitante o addirittura fatale. 

L'ambiente umido della cornamusa ne aveva promosso la contaminazione da parte di lieviti e muffe, e l'inalazione cronica di antigeni dannosi da parte del paziente - morto ufficialmente per una riacutizzazione della malattia polmonare interstiziale - ha funzionato come potenziale innesco della patologia, spiegano gli specialisti. Gli agenti patogeni per via inalatoria scatenano un'infiammazione e questa condizione, se non controllata, provoca cicatrici progressive e irreversibili nei polmoni. 
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