martedì 12 luglio 2016

Tumore al seno, cure il 22% più efficaci con "peso forma" e sport

La risposta chemioterapica nel trattamento del tumore del seno è anche una questione di peso. Un recente studio pubblicato sulla rivista internazionale Cancer Biology & Therapy, condotto dalla Fondazione Pascale di Napoli in collaborazione con la Temple University di Philadelphia (Stati Uniti), che ha coinvolto all'incirca un centinaio di donne giovani, con età media o inferiore ai 45 anni, ha attestato - in conformità con ricerche precedenti - che l'indice di massa corporea è un importante indicatore prognostico e predittivo, a breve e lungo termine, dell'efficacia di una chemioterapia neoadiuvante, effettuata cioè prima della chirurgia. 

Ovvero pazienti normopeso avrebbero probabilità di ottenere benefici terapeutici maggiorati anche del 22% rispetto a donne in sovrappeso o obese. Questo studio conferma, nelle donne giovani in chemioterapia preoperatoria, che per le donne con tumore del seno è fondamentale, più di altre, mantenere uno stato di forma fisica. A tal fine, diventa importantissimo correggere e/o cambiare il proprio stile di vita: prevedendo una dieta sana, ma soprattutto molto movimento, regolare e costante. 

Pari cioè ad almeno 30 minuti di attività fisica per almeno due-tre volte alla settimana, meglio ancora se affiancati da uno stile di vita 'attivo' che preveda, quando possibile, la rinuncia all'uso di ascensori e scale mobili a favore di scale a piedi e la riduzione del trasporto a motore a favore degli spostamenti a piedi o in bicicletta. Infatti, gli effetti dell'attività fisica, praticata durante e dopo un tumore del seno, influenzerebbero positivamente il rischio di ricadute del tumore (recidive) e di mortalità; ridurrebbero gli effetti collaterali delle terapie (sia la chemioterapia che la terapia ormonale) e tutelerebbero anche la stabilità psicologica, mettendo cioè la donna in terapia più al riparo dal rischio di episodi depressivi, e cognitiva. 
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