giovedì 28 luglio 2016

I media turchi dopo il fallito golpe, nuovi arresti tra i giornalisti

Dopo il tentato golpe del 15 luglio scorso continua l'ondata di arresti in Turchia. Senza esclusione di colpi per i media. Nell'ultima settimana sono stati emessi mandati di arresto per almeno 89 giornalisti. Tutti accusati di far parte del braccio mediatico dell' "organizzazione terroristica" del predicatore Fethullah Gülen - in esilio volontario dal 1999 negli Stati Uniti - ritenuto da Ankara l'ideatore del putsch. Le operazioni contro i giornalisti accusati di complicità con quella che è considerata essere una "struttura parallela" interna allo stato hanno finora condotto all'arresto di almeno 20 giornalisti. 

I numeri però risultano tuttora incerti, visto che le autorità non hanno ancora comunicato i dati effettivi degli arresti, mentre un primo bilancio è reso possibile grazie alle informazioni pubblicate dai media locali. E sempre secondo gli stessi media decine di persone risultano ricercate, altri cinque membri della stampa tra cui Orhan Kemal Cengiz, Sibel Hürtas e Levent Kenez, precedentemente fermati, sono stati rilasciati con divieto di lasciare il paese. 

Ma nel quadro della libertà di stampa già fortemente provata del paese - la Turchia risulta al 151esimo posto nell'ultima classifica sulla libertà di stampa di Reporter senza frontiere - si teme che la caccia alle streghe condotta contro gli operatori della stampa imputati di essere in qualche modo coinvolti nel piano golpista possa trasformarsi in un pretesto per mettere a tacere altre voci critiche.
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