giovedì 21 luglio 2016

False fatture, arrestati Stefano Ricucci e Mirko Coppola

Ennesimo scivolone giudiziario per Stefano Ricucci: dieci anni dopo le vicende dei 'furbetti del quartierino' (il gruppo di imprenditori che tentarono con audacia di scalare Bnl e Antonveneta), a rovinare i progetti estivi dell'immobiliarista amante della bella vita è il giudice del tribunale di Roma Gaspare Sturzo che gli ha notificato un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per emissione e utilizzo di false fatture, per un importo di 1,3 milioni di euro, per operazioni inesistenti. Un'accusa che la Procura e il nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza hanno contestato anche all'imprenditore Mirko Coppola (nessuna parentela con il piu' noto Danilo).

L'inchiesta ha preso lo spunto dalle dichiarazioni di un collaborante, il commercialista Luca De Filippo, che in tre interrogatori resi ai magistrati negli ultimi mesi ha raccontato delle manovre finanziarie messe in atto da Ricucci per riacquisire a un milione di euro alcune posizioni creditorie, maturate nell'ambito delle procedure fallimentari di alcune sue societa' e vantate da un istituto bancario al quale erano state cedute a titolo di garanzia, che valevano venti milioni.

Un piano che l'immobiliarista avrebbe messo in atto con l'aiuto di amici di vecchia data come appunto Mirko Coppola, intermediari come Massimo Nicoletti (uno dei figli di Enrico, per anni considerato dagli investigatori il cassiere della Banda della Magliana) e altri soggetti come il commercialista milanese Filippo Bono e un altro paio di imprenditori che hanno recuperato la liquidità necessaria per fare l'operazione da società estere.
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