lunedì 6 giugno 2016

I servizi non richiesti sullo smartphone: cosa fare

La storia è nota: basta sfiorare un banner pubblicitario mentre si naviga in Rete col proprio smartphone e ci si ritrova abbonati (a propria insaputa) a un servizio "premium" come prodotti audio e video, oroscopi, ricette, giochi e promozioni dal costo esorbitante. Tutto senza opzione di conferma da parte dell'utente. Una storia vecchia ma purtroppo ancora attuale, come dimostrano le centinaia di segnalazioni sui social e in Rete di clienti caduti nel tranello. 

L'attivazione di questi servizi è automatica: basta cliccare su un banner, o chiudere una finestra pop-up, e il gioco è fatto. Un sms vi informerà che avete sottoscritto un nuovo abbonamento (il cui costo di solito si aggira sui cinque euro a settimana) che ovviamente non avete mai richiesto.

Senza contare che molto spesso il malcapitato si accorge del nuovo servizio solo in un secondo momento, quando controlla il conto telefonico nel dettaglio. A questo punto arriva il paradosso: se per attivare l'abbonamento basta un clic, per disattivarlo occorre munirsi di pazienza e contattare il vostro operatore chiedendo che vi venga disdetto l'abbonamento e restituito il credito che vi è stato sottratto. 

Se la compagnia telefonica dovesse "rispondere picche", il cliente può in alternativa avviare "una procedura di conciliazione gratuita e velocissima davanti ai Corecom, i comitati Regionali". L'unico metodo per evitare di abbonarsi a propria insaputa è l'attivazione del 'barring sms': come spiega altroconsumo "si tratta di un servizio che blocca gli sms come i servizi di sms premium, ovvero i messaggi a pagamento in decade 4x (in particolare 43, 44, 46, 47, 48 e 49)". 

Per attivarlo basta contattare il vostro operatore. Attivando il blocco totale degli sms, tuttavia, verranno bloccati anche sms di servizio attivati volontariamente, come quelli inviati dalla banca per notificare l'utilizzo della carta di credito.
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