venerdì 3 giugno 2016

Erdogan furioso con la Germania per il voto sul genocidio armeno

Ankara infuriata dopo l'adozione da parte del Bundestag tedesco di una risoluzione che riconosce il genocidio degli armeni e che si aggiunge alle non poche tensioni tra l'Europa e il Paese guidato da Recep Tayyip Erdogan, non ultime quelle sull'accordo per il rientro dei migranti arrivati in Grecia dalla Turchia. 

Il governo turco ha richiamato il suo ambasciatore da Berlino. Anche se l'esecutivo tedesco ha subito cercato di placare l'ira turca - il ministro degli Esteri Frank-Walter Steinmeier ha sottolineato l'importanza delle relazioni con la Turchia e ha auspicato che non ci saranno "reazioni eccessive" - è difficile pensare che il "Sultano" Erdogan decida di abbassare i toni. "Questa risoluzione avrà serie conseguenze sulle relazioni turco-tedesche", ha avvertito il capo dello Stato turco dal Kenya, dove si trovava al momento del voto dei deputati tedeschi. Il presidente ha prospettato "passi" che saranno decisi al suo rientro in patria. 

Manifestanti nazionalisti, alcuni vestiti con i costumi ottomani, si sono riuniti davanti al consolato tedesco a Istanbul, agitando cartelli e striscioni di condanna della risoluzione del Bundestag, con scritte eloquenti, come: "Il genocidio armeno, la più grande menzogna da cent'anni a questa parte". Più violenti i toni usati dal ministro della Giustizia Bekir Bozdag, che ha evocato il passato nazista della Germania: "Prima bruciate gli ebrei nei forni e poi accusate il popolo turco con questa calunnia del genocidio".
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