giovedì 12 maggio 2016

Cagnotto vince l'oro, Bertocchi l'argento

D’oro e d’argento: il firmamento azzurro dei tuffi s’accende di due stelle. Quella polare, che indica il cammino ai naviganti ed ai tuffatori, che è Tania Cagnotto, e la stella nova che è Elena Bertocchi. Tania si prende l’oro d’Europa: è il suo diciottesimo, il novantottesimo delle acque azzurre nella storia di questi sport; Elena è d’argento, che per una di ventun anni non è cosa da poco specie se a precederti è una campionessa del mondo della specialità, qual è Tania.

Tutto stava affondando: il secondo tuffo della Cagnotto era da dimenticare: si trattava di un due e mezzo in avanti carpiato, numero di codice 105B. Tania, che era prima seppure in comproprietà con la rusa Bazhina, scendeva al sesto posto. Qualcuno dei molti che si tuffano (o fanno altro) si sarebbe arreso: Tania no. Puntava su se stessa. Si copriva perfino la testa e la faccia con la sua pelle di daino, il suo “sciughi”, la sua coperta di Linus.

Che si tuffassero pure, le altre, io ho da fare il mio. E il suo era risalire dal sesto al quarto posto poi al secondo ed alla fine al primo. Oro sì. E la bella Elena era felice di seguirla meno di tre punti più giù (284,15 a 281,30) al secondo posto. Cagnotto-Dibiasi a Barcellona ’70 e Dibiasi-Cagnotto a Vienna ’74 insieme con Cagnotto-Marconi a Torino 2009 europei di specialità sono i soli precedenti dell’en plein azzurro nei tuffi.
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