venerdì 25 marzo 2016

Ex Jugoslavia, 40 anni a Karadzic

A quasi 21 anni dal massacro di Srebrenica, è arrivata la sentenza di condanna per Radovan Karadzic. L'ex leader politico dei serbo-bosniaci è stato riconosciuto dal Tribunale penale internazionale per l'Ex Jugoslavia (Tpiy) a L'Aja colpevole di genocidio e crimini contro l'umanità, con una condanna a 40 anni di carcere. Un verdetto che lo ha lasciato "deluso e sorpreso", convinto di essere stato "condannato sulla base di deduzioni", ha fatto sapere il suo avvocato Peter Robinson, annunciato che "presenterà appello". 

Undici i capi d'imputazione che gravavano sull'ex leader serbo-bosniaco, che e' stato riconosciuto penalmente responsabile per 9 di questi. Assolto, invece, da una seconda accusa di genocidio per fatti avvenuti in sette comuni della Bosnia, per la quale i giudici non sono stati capaci "sulla base delle prove presentate, di identificare l'intenzione da parte dell'accusato", ha spiegato il giudice O-Gon Kwon.

Secondo il Tpiy, Karadzic, in qualità di presidente della Repubblica Srpska, era "in prima linea nello sviluppo e messa in atto dell'ideologia" dei serbi di Bosnia, durante una guerra costata oltre 100mila morti e 2,2 milioni di sfollati tra il 1992 e il 1995. Il massacro di Srebrenica si inseriva nel quadro di "pulizia etnica" pianificata da Karadzic, insieme al generale Ratko Mladic e Slobodan Milosevic, per estirpare la presenza croata e musulmana dal territorio rivendicato dai serbi. L'ex psichiatra e' stato riconosciuto responsabile anche di persecuzioni, uccisioni, stupri, trattamenti inumani e deportazioni, in particolare rispetto all'assedio di Sarajevo, che si concluse dopo quasi 4 anni e 10mila morti.
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