sabato 20 gennaio 2018

Liliana Segre nominata senatrice a vita

Un testimone diretto dell'Olocausto è il primo senatore a vita nominato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Così l'88enne Liliana Segre, sopravvissuta ad Auschwitz insieme ad altri 25 bambini italiani su 776 deportati, entra a Palazzo Madama "per aver illustrato la Patria con altissimi meriti nel campo sociale", per aver fatto della sua immensa ferita una occasione di pace. 

Diventa il sesto senatore a vita proprio nell'anno in cui ricorre l'80esimo anniversario delle leggi razziali. Un segnale chiaro da parte del Colle, si ragiona in ambienti parlamentari, sulla assoluta impossibilità di negoziare valori fondanti come l'antisemitismo, l'antirazzismo e l'antifascismo, contro la violenza e il negazionismo.

Un paletto però lo mette subito: non rinuncerà a raccontare ai giovani l'orrore della Shoah. "L'ho sempre fatto, non dimenticando e non perdonando, ma senza odio e spirito di vendetta. Sono una donna di pace, una donna libera: la prima libertà è quella dall'odio". Gioia per questa nomina a sorpresa dal rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni: è "un segno molto importante" avere "un testimone in Parlamento".


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L'aforisma del 20-01-2018



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Disabile muore carbonizzato in istituto

Tragedia la scorsa notte all'istituto per disabili e anziani Don Orione di via Berghini, sulle alture di San Fruttuoso, a Genova. Un ospite 49enne, disabile psichiatrico che si muoveva su una sedia a rotelle, è morto carbonizzato nel bagno del reparto dove era ricoverato. 

La causa potrebbe essere stata una sigaretta caduta sulla tuta acrilica che indossava che si è incendiata. L'uomo, come tutte le sere, era andato in bagno per fumare una sigaretta prima di addormentarsi. L'uomo potrebbe aver avuto un malore che gli ha fatto cadere dalla mano la sigaretta che ha innescato il rogo.

La prima ad accorgersi di quanto stava accadendo è stata l'infermiera di turno del reparto che con un estintore ha spento le fiamme, ma il paziente era già morto. L'infermiera è stata ricoverata in ospedale per intossicazione. Per il fumo sprigionatosi, un'ala della struttura che ospita una decina di persone è stata evacuata dai vigili del fuoco. Sul posto con i medici del 118 e gli agenti di polizia delle volanti.

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Nel sangue le spie degli otto tumori più comuni

Dal sangue è possibile diagnosticare precocemente le 8 più comuni forme di tumore, sulla base di una nuovo test che combina l'analisi del Dna e delle proteine tumorali, con un'affidabilità che varia dal 69% al 98%, a seconda della forma di tumore. Ottenuto nella John Hopkins University di Baltimora, il test è descritto sulla rivista Science.

Il metodo, sperimentato su 1.005 persone malate di tumore e su 850 volontari sani, si chiama CancerSEEK. Il gruppo di ricerca guidato da Joshua Cohen è riuscito a valutare le mutazioni di 16 geni legati a più forme di tumore, insieme ai livelli di 10 proteine. Insieme, questi strumenti sono in gradi di segnalare la presenza dei tumori di seno, fegato, ovaie, polmone, stomaco, pancreas, esofago e colon retto. 

I ricercatori "hanno cercato il Dna del tumore in circolazione nel sangue insieme ai livelli di alcune proteine, che possono essere indicative dello sviluppo del cancro", rileva Fabrizio d'Adda di Fagagna, ricercatore dell'Istituto Firc di Oncologia Molecolare (Ifom) di Milano.

A rendere ancora più affidabile l'esame è la probabilità bassissima che possa dare falsi positivi: nello studio sono stati solo 7 su più di 1.000. In alcuni casi il test è riuscito a dare informazioni anche sull'origine del tessuto malato, cosa risultata sempre difficile in passato. 

Nello studio la diagnosi è stata fatta in persone con un tumore senza metastasi, sulla base dei sintomi. Il prossimo obiettivo sarà diagnosticare il cancro prima che compaiano i sintomi. Secondo gli autori della ricerca il costo di questo esame del sangue potrebbe essere di circa 400 euro, più o meno quanto costano i singoli test di screening per una sola forma di tumore, come la colonscopia.

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venerdì 19 gennaio 2018

Influenza, ecco il picco in Puglia 200mila ammalati

Negli ultimi giorni sono salite da 10 a 14 le persone ricoverate in Puglia in gravi condizioni per l'influenza e le sue complicazioni. Fermo invece il numero dei decessi con 6 vittime pugliesi registrate. Sono i dati forniti dalla responsabile dell’Osservatorio epidemiologico regionale (Oer), Cinzia Germinario, secondo la quale «è arrivato il picco dei casi influenzali». 

In Puglia con 17 casi ogni mille persone si registra ormai un’intensità alta di influenza. «Abbiamo stimato che dall’inizio dell’epidemia, ultima settimana di ottobre e la prima di novembre, si sono ammalati quasi 200 mila pugliesi. Sono i bambini - aggiunge Germinario - quelli che si ammalano di più, nella fascia 0-4 anni, assieme a quelli di età compresa tra 5 e 14 anni. 

Per numerosità di casi la più bassa fascia è invece quella dei soggetti con età maggiore di 65 anni, cioè quella ampiamente vaccinata». «Sembra dalle segnalazioni ricevute che ci sia una riduzione del numero dei casi, ma per avere certezza - conclude Germinario - ci vorranno settimane di verifiche»

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L'aforisma del 19-01-2018



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